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VERGOGNA A TORINO

A Torino, sabato sera, abbiamo assistito alla morte del calcio italiano. Ancora una volta si è permesso ad un branco di assassini di sferrare un colpo al cuore dello sport e degli sportivi, quelli veri. Quelli che il calcio lo vorrebbero poter vedere tranquillamente seduti sugli spalti dello stadio con la famiglia. Quelli che desiderano di essere inglesi a volte. La guerriglia a cui abbiamo assistito nel secondo tempo di quella partita di serie A è l’esempio lampante di quante persone seguano il calcio assiduamente ma che purtroppo non sappiano nulla del nostro sport nazionale. Dove si può ricercare la fonte di tutto ciò. Il mio parere è che i primi ad alimentare il fuoco della violenza (e con questo non intendo dire che sia loro la colpa diretta di tutto ciò) negli stadi siano i presidenti delle società, lamentandosi di continuo per qualsiasi cosa succeda sul campo da gioco e fuori. Una buona parte della colpa va anche ai giornalisti sportivi che purtroppo, domenica dopo domenica, non fanno altro che avvelenare il sano clima sportivo che dovrebbe esserci in qualsiasi disciplina, con ore e ore di movioloni inutili che non cambiano il risultato della partita e di certo non eliminano gli errori umani con i quali dobbiamo convivere tutti i giorni. Perché il tempo che usano per la moviola non lo utilizzano per far vedere i gol dei campionati esteri? Comportandosi così dimostrano di non saper distinguere dove finisce lo sport e dove inizia la pura polemica a scopo di fomentare altre polemiche.Queste sono solo due delle mille ragioni che hanno contribuito all’uccisione della sportività. Queste sono le ragioni per cui io, amante del calcio, vorrei che il nostro campionato venga fermato per un lungo periodo nella speranza di poter ripartire con un altro tipo di mentalità. So bene però che questo non è ne giusto ne possibile. Troppi sono gli interessi economici e troppa sarebbe la gente lesa e privata del gusto dello sport per colpa di una percentuale misera di violenti. Comunque continuo a sperare di poter vedere un giorno, in Italia, partite come Manchester City – Arsenal, giocata sabato nel pomeriggio e vinta meritatamente dai “Gunners” per 5 a 1. Ma i tifosi del “City”, in questo caso, hanno vinto almeno dal punto di vista umano esultando come ossessi al gol della bandiera segnato dalla loro squadra e non lanciando oggetti in campo e distruggendo il loro stadio. Scene del genere in Italia le sogniamo ma nessuno fa niente per renderle reali. Perché?

VIME

 
 

 

 
 

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